Il Giornale dell’Ingegnere: “Water Sensitive Urban Planning – Convegno Internazionale annuale del CeNSU, esperti e studiosi a confronto per riportare l’attenzione su un tema urbanistico fondamentale: il valore dell’acqua”

0
14
Censu - Immagine in evidenza 1
Censu - Immagine in evidenza 1

Estratto dal num. 4/2018

Water Sensitive Urban Planning
Convegno Internazionale annuale del CeNSU, esperti e studiosi a confronto per riportare l’attenzione su un tema urbanistico fondamentale: il valore dell’acqua

A CURA DELLA REDAZIONE

Qual è il rapporto tra pianificazione urbanistica e acqua? Da questa domanda parte il Convegno Internazionale Annuale del CeNSU, Centro Nazionale di Studi Urbanistici, dove è stato ripercorso il processo evolutivo della pianificazione monitorando un sistema territoriale importante, a volte trascurato, quello delle acque.
A ospitare l’evento la città di Torino, nonché città del CeNSU, presso la sede centrale di Intesa Sanpaolo, progettato, ricordiamo da Renzo Piano.
Una sentita partecipazione che ha visto presenti il Presidente del CNI, Armando Zambrano, e del Vice Presidente, Gianni Massa, insieme al Presidente dell’OIT, Alessio Toneguzzo. Insieme per discutere di un tema che negli ultimi anni è stato affrontato da sempre più studiosi: i cambiamenti climatici, il mutamento del regime pluviometrico, la diminuzione della permeabilità del suolo, sono tutti fattori che spingono a creare e realizzare modelli di gestione dell’acqua più efficienti.
“L’urbanistica ha avuto un’evoluzione straordinaria negli ultimi anni”, secondo il Presidente Zambrano, “urbanistica oggi vuol dire uso sostenibile e oculato delle risorse del territorio, e soprattutto tutela del territorio”. Chiaro che in questo contesto le competenze urbanistiche, e dunque edilizie, si uniscono a quelle del rischio idrogeologico. E ancora di più è importante che queste scelte di pianificazione urbanistica vengano fatte seguendo quelle che sono le necessità e i bisogni della comunità per la tutela dei cittadini. L’obiettivo dell’evento CeNSU: discutere e trovare soluzioni di ricerca scientifica per offrire a chi opera metodi riproducibili per una progettazione resiliente e sostenibile. E questo è stato possibile grazie all’intervento dei relatori provenienti da tutta Italia, alla partecipazione sentita del Politecnico di Torino, Parma, Catania, Napoli e Trento, nonché dei seminari I Paesaggi dell’acqua tenuti da Moccia e Voghera sull’equilibrio del regime idrico, la salubrità delle acque e il ripristino delle funzioni biotiche attraverso le nuove conoscenze della landscape ecology e le metodologie progettuali del restauro ecologico; e La gestione sostenibile delle acque urbane a cura di Sgobbo e il lavoro che svolto dalle città per le prevenzione del Pluvial Flooding.

COMPETENZA, UNIONE E SOSTENIBILITÀ, PAROLE CHIAVE PER UN BUON PPR

“Bisogna ragionare in maniera più organica.” È l’appello di Maurizio Tira, Presidente del CeNSU: un tema, come quello dell’acqua e del rischio idrico, richiama necessariamente le competenze del mondo ingegneristico. In particolare, il governo del territorio ha bisogno di essere guidato da competenze tecniche.
“Queste sono discipline dove noi ci formiamo”, sottolinea il Presidente Tira, “e sono la prova che quando si parla di caratteristiche fisiche del territorio servono le competenze tecniche e l’ingegnere ha una concezione olistica rispetto queste tematiche”. Per una pianificazione urbanistica ottimale e fatta con lungimiranza, come sottolinea uno degli organizzatori, Giorgio Sandrone, Consigliere Nazionale CeNSU, bisogna saper prevenire: “in molti casi sono le risorse economiche a non essere sufficienti, ma spesso è ancor di più necessario spendere bene le risorse economiche disponibili”. Da qui il nuovo ruolo dell’ingegnere che si pone come trait-d’union tra l’amministrazione e la politica. Così specifica l’Assessore Alberto Valmaggia: “la voce dell’ingegneria è importante perché dà un supporto tecnico per le scelte politiche, sia per i legislatori nazionali, regionali e per chi poi deve amministrare. È una dialettica ricca di scambi in cui i contenuti tecnici permettono di superare anche le percezioni, appunto, in ambito ambientale”. La Regione Piemonte, in tal senso, sta continuando a costruire un percorso di pianificazione urbanistica che tocca vari fronti, ricordiamo l’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale che si sta traducendo operativamente nel Comune, soprattutto per il Piano Tutela delle Acque e Gestione del Bacino del Po.
“Tutti questi Piani, insieme al Piano Forestale, sono tematiche importanti che vanno viste in una logica unitaria”, prosegue Valmaggia, “non più separati settorialmente, ma con un disegno complessivo che ha alla base il tema della sostenibilità”, tema a cuore alla Regione Piemonte. E poi, una precisazione sulla Legge 20: “Stiamo arrivando a una Norma strutturale per favorire il riuso e la rigenerazione, e poter intervenire con maggiore elasticità, flessibilità e velocità nel tessuto consolidato, che è la vera risposta anche all’attesa della riduzione del consumo di suolo, riqualificando ciò che è già stato edificato e non intervenendo su quei suoli che, invece, continuano ad avere una loro valenza agricola, legata alla fertilità ambientale”.
Una giornata positiva che con i contributi sulla ricerca e di ricerca applicata del mondo universitario e professionale hanno dato la giusta attenzione al rapporto ingegneria-ambiente-progetto del paesaggio. Ancora una volta il Centro Nazionale Studi Urbanistici, insieme col Prasidente, Il Consiglio Direttivo e il Comitato Scientifico, ha raggiunto degli importanti obiettivi, prefissati già negli scorsi anni, e continua a essere un riferimento per tutti i colleghi ingegneri e architetti che puntano alla qualità della formazione e sono interessati attivamente al futuro della progettazione territoriale. “Torino”, conclude Sandrone, “è ben lieta di raccogliere la sfida programmando fin da oggi un nuovo momento di confronto”. Non ci resta che aspettare il Convegno CeNSU-TORINO 2020.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome