Ischia, 2 ottobre 2026
La pianificazione urbanistica nasce come tecnica dell’ordinario: regola il vivere quotidiano, distribuisce diritti, disegna la città che sarà, rigenera quella che esiste. La catastrofe la coglie fuori ruolo. Quando arriva il piano viene sospeso, e al suo posto subentrano lo straordinario, la deroga, il Commissario, il tempo dell’emergenza. Poi l’emergenza finisce e il piano torna, ma torna in un territorio che nel frattempo altri strumenti e altre logiche hanno riscritto.
Il Centro Nazionale di Studi Urbanistici assume questa discontinuità come oggetto di studio, non come incidente. La domanda che attraversa il Convegno è se il rischio, da vincolo sovrapposto alla pianificazione ordinaria, capace di vietare più che di orientare, stia diventando elemento generatore del progetto di territorio. È il passaggio che mette in tensione il paradigma del com’era, dov’era: restituire i luoghi alla forma precedente significa restituire con essa la vulnerabilità che li ha resi fragili. Da qui l’ipotesi, maturata negli studi più recenti, di assumere la soglia di esposizione intollerabile come criterio ordinatore, e la delocalizzazione selettiva come esito ragionevole là dove la mitigazione non risulti tecnicamente né finanziariamente praticabile: non riparazione, ma rigenerazione adattiva, con il paesaggio inteso quale dispositivo operativo di mitigazione oltre che come valore da tutelare.
Tre nodi organizzano la discussione. Il primo è temporale: il tempo dell’emergenza post catastrofe, misurato in mandati amministrativi, non coincide con quello del piano né con quello delle comunità che attendono il rientro, e la divaricazione produce la provvisorietà che si stabilizza e la deroga che diventa regola. Il secondo è epistemico: il mutamento climatico rende non stazionarie le serie storiche su cui poggiano i tempi di ritorno, e la pianificazione si trova a operare con strumenti dalla capacità predittiva in discussione. Il terzo è politico, e riguarda il nesso tra rischio e responsabilità. Da letture diverse discendono politiche diverse, e il convegno intende tenere aperta la questione anziché risolverla per adesione.
Ischia non è un caso tra gli altri: sovrappone in pochi chilometri quadrati pericolo sismico, vulcanico, idrogeologico e climatico, vi aggiunge la pressione insediativa di un’isola sottoposta a stringente tutela, e ne conserva sul terreno una memoria ancora leggibile.
9:30 – Saluti istituzionali
- Vincenzo Ferrandino, Sindaco di Ischia
- Paolo La Greca, Presidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici
- Angelo Domenico Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
- Andrea Prota, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli (*)
- Beniamino Visone, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli (*)
- Antonia Arena, Vicepresidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici – sezione Campania
10:00 – I sessione – Pianificare nelle aree a rischio
Coordina Gian Luigi Capra, Vicepresidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici
- Maurizio Tira, Professore di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Università di Brescia
- Michelangelo Russo, Professore di Urbanistica, Università di Napoli Federico II
10:30 – II sessione – Pianificare la rigenerazione
Coordina Irene Sassetti, Consigliere Tesoriere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
- Alessandro Sgobbo, Presidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici – sezione Campania
- Enrico Formato, Professore di Urbanistica, Università di Napoli Federico II
- Marco Di Ludovico, Professore di Tecnica delle Costruzioni, Università di Napoli Federico II
- Carlo Gerundo, Ricercatore di Professore di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Università di Napoli Federico II
- Francesco Martinico, Professore di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Università di Catania
11:30 – Coffee break
12:00 – Tavola Rotonda
Modera Paolo La Greca, Presidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici
- Marcello Giuseppe Feola, Commissario Straordinario del Governo ai fini della ricostruzione
- Giuseppe Maria Grimaldi, Dirigente Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Meridionale
- Angelo Domenico Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
- Carlo De Luca, Presidente di IN/ARCH Campania (Istituto Nazionale di Architettura)
- Francesco Domenico Moccia, Consigliere dell’Istituto Nazionale di Urbanistica
- Alessandro Castagnaro, Presidente dell’Associazione Ingegneri e Architetti della Campania
- Claudio D’Ambra, Presidente Associazione Ingegneri Ischia
- Giovannangelo De Angelis, Presidente PIDA – Premio Internazionale Ischia di Architettura (*)
13:30 – Conclusioni
- Edoardo Cosenza, Assessore alle infrastrutture, mobilità e protezione civile del Comune di Napoli
(*) Invitato






